29 ottobre, 2014

ROC D'AZUR: LA STORIA DI UN SUCCESSO CHE DURA 30 ANNI

Frejus (Francia): Non poteva che essere un successo anche l'edizione del trentennale della Roc d'Azur. In effetti tanti sono gli anni trascorsi dalla prima edizione alla quale avevano partecipato 7 concorrenti, fino ad arrivare all'edizione di quest'anno con 20035 partecipanti e 277 espositori da tutto il mondo.

 

 

Dei risultati agonistici e della scorpacciata di vittorie da parte dei corridori transalpini, per i quali una vittoria alla Roc vale l'intera stagione e supera il prestigio di una vittoria in World Cup, abbiamo già parlato, soffermiamoci ora sul punto di vista dei semplici appassionati e di quanto offre loro la Costa Azzurra francese con la sua entusiasmante manifestazione.

 

Dal 1997 in avanti infatti la cittadina di Frejus, situata a circa 100 Km dal confine italiano di Ventimiglia, ospita la più grande manifestazione europea (ma probabilmente anche mondiale) di MTB.

Definire la Roc d'Azur una semplice gara di montain bike è sicuramente riduttivo, in quanto trattasi di una festa di 4 giorni che abbraccia tutte le discipline del ciclismo fuoristrada e che propone spettacoli e percorsi adatti a soddisfare qualsiasi tipologia di appassionato.

 

La fama della manifestazione ha ormai contagiato anche la vicina Italia e non più solo i bikers del nord-ovest, grazie anche al fatto che in un solo weekend si riesce a visitare un salone che nulla ha da invidiare alle fiere del settore, incontrare tutti i più grandi campioni del nostro sport e partecipare ad una gara assieme ad altri migliaia di appassionati su percorsi da sogno.

 

 

Per prendere parte alle numerose prove in programma è però necessario iscriversi per tempo, in quanto tutte le prove sono a numero chiuso (parliamo in ogni caso di cifre a tre zeri) e le più gettonate risultano esaurite già prima dell'estate. E' presente ogni tipologia di gara, iniziando dal triathlon off-road, per passare all'enduro, alla marathon di 83 km, alle rando (cicloturistiche senza classifica con percorsi di differente chilometraggio), ai tandem e per finire alla prova regina della domenica di 56 Km.

 

Prima di indossare, divisa, casco ed occhiali e lanciarsi nella mischia, non si può assolutamente rinunciare a visitare la vasta area espositiva: in parte ubicata al coperto, in parte all'esterno con annessa la possibilità di testare sul campo le ultime novità presentate dalle aziende espositrici o di usufruire dei servizi di assistenza, manutenzione e riparazione delle proprie mtb (solitamente a pagamento) messi a disposizione da numerose aziende attraverso l'opera dei propri meccanici specializzati.

 

Apprezzatissima come sempre la possibilità di incontrare la maggior parte dei big di tutto il movimento, dall'XC alla DH. Spesso si riescono ad incontrare casualmente tra la folla, oppure in apposite sessioni organizzate per la distribuzione di autografi, fotografie o gadget.

 

La maggior parte di essi la si ritrova al via delle varie gare organizzate, chi alla ricerca di un ultimo risultato di prestigio, chi per correre per divertimento lontano dallo stress, chi soltanto a scopo promozionale per salutare i tanti tifosi presenti e pedalare accanto a loro.

 

 

Ormai storica la location della manifestazione: pensare alla Roc d'Azur significa pensare alla Base Nature di Frejus. L'immensa piana erbosa a pochi metri dal mare del vecchio aeroporto di Frejus è ormai un tutt'uno con la manifestazione stessa e fornisce un'area pressoché illimitata a disposizione di organizzatori, visitatori e corridori. Trattasi di un'area di parecchi chilometri quadrati, di cui la Roc d'Azur, compresi i parcheggi ne occuperà circa il 20%.

 

Anche i vecchi hangar vengono utilizzati e sono riservati alla zona iscrizioni e consegna dei pettorali, al quartier generale dell'organizzazione e all'area di custodia (diurna e volendo notturna) delle biciclette. Moltissimi infatti si recano alla Base Nature dagli alberghi o dai residence con la propria bicicletta, alla quale nulla all'interno della base è precluso, neppure l'area espositiva coperta.

 

Buone anche in questa edizione le condizioni del tempo, se si esclude un violento acquazzone la mattina del sabato che ha costretto gli organizzatori e rinviare alla mattina seguente le prove riservate alle donne ed ai tandem, posticipando di un'ora la partenza della gara regina del weekend.

Ma alle ore 10 del sabato il tempo già tornava sereno e caldo, asciugando i sentieri ed accogliendo migliaia di visitatori che invadevano l'esposizione e le tribune delle evoluzioni di dirt jumping, per i quali era stato approntato un percorso da mozzare il fiato.

 

Nuvoloso invece la mattina della domenica per l'appuntamento più atteso da oltre 5000 concorrenti, la cui partenza era stata posticipata alle ore 10.15 per la categoria elite e la prima griglia contenente gli amatori più forti, che negli anni precedenti avevano concluso la Roc nelle prime 300 posizioni assolute. Lungo il percorso tempo sostanzialmente asciutto a parte una breve e leggera pioggia per i concorrenti partiti nelle ultime griglie.

 

Il tracciato ripercorreva a grandi linee quello dell'anno precedente a parte qualche piccola modifica nella parte iniziale e centrale, mantenendo il chilometraggio invariato a 56 Km con un dislivello vicino ai 1500 metri. Tracciato da non sottovalutare assolutamente, seppur privo di salite particolarmente lunghe, sia perché a questo punto della stagione molti concorrenti non hanno più la miglior condizione, sia perché il dislivello è frutto di un "sali e scendi" pressoché continuo, senza alcun tratto pianeggiante. Salite, anzi rampe tra l'altro molto ripide e severe, sia in salita che in discesa, che richiedevano tecnica, destrezza e concentrazione.

 

 

Ottimamente presidiato come di consueto il percorso: immediatamente dopo ogni tratto critico (e non erano pochi!) punti di soccorso gestiti dai vigili del fuoco, ambulanze ed elicottero a disposizione per i soccorsi. Ben 6 grandi ristori, mediamente uno ogni 10 chilometri, ricchi e forniti sia di alimenti solidi e liquidi, gestiti da parecchi volontari, più quello finale appena oltre lo striscione di arrivo.

Subito dopo il passaggio dei primi e più agguerriti concorrenti, i ristori vengono a mano a mano presi d'assalto dai corridori meno attenti alla prestazione cronometrica e spesso si è costretti a farsi largo tra i corridori per riuscire a raggiungere il tavolo del ristoro.

 

Personalmente quest'anno a causa di un incidente meccanico occorso poco dopo metà percorso non ho potuto terminare la prova, ma la disavventura mi ha permesso di osservare meglio la morfologia del territorio, molto diversa da quella italiana, e di apprezzare anche altri aspetti. Anche in Francia i tratti sulla costa sono super affollati e la densità di popolazione è analoga a quella che si trova in Italia, ma appena si svolta verso l'interno si entra in zone totalmente disabitate, seppure curate e non certo in stato di abbandono.

 

Si possono percorrere decide di chilometri senza incontrare né una casa né tanto meno una strada asfaltata. Io stesso ho dovuto percorrere a piedi oltre 5 km prima di riuscire a raggiungere il Col de Bougnon unico punto dove si incrociava una strada asfaltata per poter essere recuperato. Altrimenti avrei dovuto aspettare la fine della corsa (come minimo 4-5 ore) per tornare con gli addetti al percorso, non avendo fortunatamente problemi fisici.

 

 

Ho apprezzato comunque moltissimo la gentilezza e la disponibilità di tutti gli addetti incontrati, anche se purtroppo il mio guasto non era riparabile in alcun modo. Due pompieri mi hanno persino regalato dei funghi porcini che avevano appena raccolto, funghi di cui la zona era particolarmente ricca in quei giorni.

 

Seppur in questa rigogliosa ed incontaminata natura, i corridori non sono mai stati assolutamente abbandonati a loro stessi grazie alle perfette segnalazioni lungo il percorso. Ogni gara aveva il suo colore caratteristico, presente sia sul pettorale dei partecipanti che nei cartelli indicatori.

 

All'arrivo la solita grande festa grazie ad un numeroso pubblico sempre presente e pronto a tifare tutti i concorrenti, che appena tagliato il traguardo potevano ritirare l'ambita maglietta riservata ai finisher della manifestazione.

 

Alessandro Brondi